Riflessioni sull’inserimento delle donne nel mondo del lavoro
Tutti parlano di famiglie allo sbando, in crisi: e pensare che le stesse famiglie costituiscono l’ossatura del tessuto sociale!
S'impone oggi più che mai la necessità di offrire supporti e seri aiuti economici alle famiglie. I servizi sociali, uno degli strumenti previsti a tal fine, vanno potenziati, per poter sostenere soprattutto la donna che si impegna su due fronti, in due realtà entrambe impegnative; il lavoro e la famiglia che impongono alla donna un investimento di energie inimmaginabili ed attività ed impegni spesso difficilmente conciliabili.
La Legge n. 30 del 14 febbraio 2003, cosiddetta "Legge Biagi" al paragrafo delle premesse, recita testualmente:
"(…) quante donne si trovano oggi nella condizione di dover scegliere tra lavoro e famiglia, solo perché le regole del mercato del lavoro non prevedono strumenti per conciliare carriera professionale e cura dei figli e/o dei familiari anziani o disabili".
Ancora una volta è la donna al centro dell’attenzione del Legislatore, ma nel concreto, poi, molto poco si riesce a fare. L'impianto normativo della "Legge Biagi” ha come obiettivo prioritario l’innalzamento del tasso di occupazione delle donne.
Difatti, nella “Scheda, il mercato del lavoro”, la stessa Legge recita testualmente: "(…) le pari opportunità sono il parametro più efficace per comprendere la doppia valenza, non solo economica ma anche sociale, della modernizzazione dei mercati del lavoro. Non solo le donne devono poter lavorare con trattamento economico e normativo garantito agli uomini, ma anche con uguali responsabilità e opportunità di carriera."
Mi sia consentita una domanda: tutto questo sempre con gli uomini ai vertici, nelle "stanze dei bottoni" che continuano a dirci cosa è giusto fare e come lo dobbiamo fare?
Un autorevole personaggio, cogliendo le esigenze attuali di grande cambiamento, ha scritto su una testata nazionale che occorre dare una "mano di rosa" all’Italia. Trovo tale espressione fortemente diminutiva per noi donne che da secoli osserviamo il palco della politica come un teatro che non ci appartiene, dove gli attori si dividono le poltrone come e quando vogliono.
Oggi il Partito delle Donne, ideato da Adriana Padovano Spano, vuole imprimere una svolta decisiva non solo alla storia della politica, ma anche alla storia delle donne.
Grazie a Lei possiamo aggiungere una pagina nuova nei libri di storia.
Dobbiamo solo cogliere questo momento di forte aggregazione e sostenere con tutte le nostre forze chi ci ha indicato la strada del cambiamento.
Carolina Milano