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Realizzare un equilibrio di genere in Parlamento e nelle
istituzioni. Condurre le donne a svolgere un ruolo più importante nella vita
politica del Paese, affinchè possano concretizzare, con maggior forza, la
visione femminile dell’operare nelle istituzioni.
Sfide alle quali si propone di rispondere il partito «Donne d’Europa art.
51», promotore del convegno «Donne, istituzioni e politica», ospitato ieri
al San Carlino e patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità
della Provincia di Brescia. Quali siano, in particolare, i contenuti degli
obiettivi che il movimento si propone di raggiungere, lo ha spiegato,
Adriana Padovano Spano, segretaria nazionale del partito.
«Le finalità alla base del nostro progetto politico - ha specificato la
Spano, relatrice del convegno (moderato dal giornalista Luciano Lombardi)
con Paola Vilardi, presidente del Consiglio provinciale, Rita Capponi,
presidente del Comitato nazionale leggi paritarie, Angela Radesi, presidente
della Seconda sezione del Tar di Milano e Daniela Pastore, presidente del
Pde art. 51 - sono quantitative e qualitative.
In primis, ci proponiamo di contribuire al raggiungimento dell’equilibrio
della rappresentanza in Parlamento, dove le donne occupano attualmente solo
il 9% dei posti. In secondo luogo, di lavorare affinchè in Parlamento si
operi tenendo conto della peculiare angolazione che la politica assume nel
«modus operandi» femminile».
Un progetto politico, quindi, ha aggiunto la Pastore, «che mette al centro
del suo programma la necessità delle donne di esprimere e di tradurre
concretamente la loro idea della politica e delle istituzioni». Il movimento
è atteso, ora, dall’appuntamento con le Politiche 2006. «In occasione delle
elezioni - ha aggiunto la Spano - intendiamo presentare liste che contengano
il 70% di candidature femminili e il 30% di quelle maschili». L’obiettivo
concernente l’equilibrio della rappresentanza, , ammettono le esponenti del
movimento, «è certamente ambizioso, im rapporto alla situazione attuale».
«Su un totale di 104 presidenti di Provincia in Italia, ad esempio, - ha
aggiunto Paola Vilardi - solo 8 sono donne». Sulle ragioni che ostacolano
«il corretto rapporto tra le donne e la politica», si è soffermata Rita
Capponi». «Tra le cause di questa situazione - ha specificato - vi è il
prevalere, nelle istituzioni e nei partiti, del meccanismo della cooptazione
su quello della valorizzazione delle competenze». La tavola rotonda ha
inoltre tratteggiato, con l’intervento di Angela Radesi,un excursus sulla
posizione delle donne nei ruoli decisionali ed istituzionali, a livello
mondiale ed europeo e le ragioni della «frattura» sul piano della quota di
rappresentanza femminile.
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