Giornale di Brescia
"«Le quote rosa? Ecco il partito delle donne»"
Data: 30/10/2005
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Domenica 30 ottobre 2005
 CRONACA Pag. 12   

POLITICA AL FEMMINILE / 2 Al Sancarlino
«Le quote rosa? Ecco il partito delle donne»

Paola Gregorio


    

Realizzare un equilibrio di genere in Parlamento e nelle istituzioni. Condurre le donne a svolgere un ruolo più importante nella vita politica del Paese, affinchè possano concretizzare, con maggior forza, la visione femminile dell’operare nelle istituzioni. Sfide alle quali si propone di rispondere il partito «Donne d’Europa art. 51», promotore del convegno «Donne, istituzioni e politica», ospitato ieri al San Carlino e patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Brescia. Quali siano, in particolare, i contenuti degli obiettivi che il movimento si propone di raggiungere, lo ha spiegato, Adriana Padovano Spano, segretaria nazionale del partito. «Le finalità alla base del nostro progetto politico - ha specificato la Spano, relatrice del convegno (moderato dal giornalista Luciano Lombardi) con Paola Vilardi, presidente del Consiglio provinciale, Rita Capponi, presidente del Comitato nazionale leggi paritarie, Angela Radesi, presidente della Seconda sezione del Tar di Milano e Daniela Pastore, presidente del Pde art. 51 - sono quantitative e qualitative. In primis, ci proponiamo di contribuire al raggiungimento dell’equilibrio della rappresentanza in Parlamento, dove le donne occupano attualmente solo il 9% dei posti. In secondo luogo, di lavorare affinchè in Parlamento si operi tenendo conto della peculiare angolazione che la politica assume nel «modus operandi» femminile». Un progetto politico, quindi, ha aggiunto la Pastore, «che mette al centro del suo programma la necessità delle donne di esprimere e di tradurre concretamente la loro idea della politica e delle istituzioni». Il movimento è atteso, ora, dall’appuntamento con le Politiche 2006. «In occasione delle elezioni - ha aggiunto la Spano - intendiamo presentare liste che contengano il 70% di candidature femminili e il 30% di quelle maschili». L’obiettivo concernente l’equilibrio della rappresentanza, , ammettono le esponenti del movimento, «è certamente ambizioso, im rapporto alla situazione attuale». «Su un totale di 104 presidenti di Provincia in Italia, ad esempio, - ha aggiunto Paola Vilardi - solo 8 sono donne». Sulle ragioni che ostacolano «il corretto rapporto tra le donne e la politica», si è soffermata Rita Capponi». «Tra le cause di questa situazione - ha specificato - vi è il prevalere, nelle istituzioni e nei partiti, del meccanismo della cooptazione su quello della valorizzazione delle competenze». La tavola rotonda ha inoltre tratteggiato, con l’intervento di Angela Radesi,un excursus sulla posizione delle donne nei ruoli decisionali ed istituzionali, a livello mondiale ed europeo e le ragioni della «frattura» sul piano della quota di rappresentanza femminile.