Estratto da "Il Messaggero" del 7/11/2005
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In Svezia, dove le ”ministre” sono undici, il partito femminista è accreditato dai sondaggi dell’8% dei voti. In Italia, dove la ”ministra” è una sola, il Partito delle donne d’Europa(Pd’E) che deve scalare la montagna del 4% dei consensi per entrare in Parlamento, debutta attaccandola.
Per la verità a prendersela con Stefania Prestigiacomo non è stata la celebre psiconumerologa Adriana Padovano Spano (segretaria del movimento rosa che si presenterà alle politiche) ma Alessandra Mussolini, invitata con la repubblicana Carla Mazzucca al primo convegno del Pd’E in quanto leader donna di partito. Ma la battuta di Alessandra («ribattezziamolo ministero dell’Inopportunità) ha riscossa talmente tanti applausi da far ritenere lo sferzante giudizio patrimonio del nuovo partito, che presenterà nelle sue liste il 70% di donne.
Sondaggi sui consensi che il Pd’E («partito assolutamente trasversale» come assicura la sua presidente Daniela Pastore potrà ottenere ancora non ce ne sono. Ma faceva impressione, in una Roma flagellata dalla pioggia e col centro storico chiuso alle auto, vedere il teatro Quirino stracolmo perfino in galleria.
A salutare il nuovo partito un pubblico non giovane e non solo femminile. Non pochi gli uomini e non necessariamente mariti o accompagnatori delle signore, anche se dal palco, del loro sesso hanno ascoltato solo un sacerdote.
Il palco. Coperto da mazzi di fiori era più un mobile da salotto che non un severo tavolo da dibattito. A chiamare gli interventi un volto noto: la giornalista ex ”Isola dei famosi” Rosanna Cancellieri.