Parlare di pace, in un ambito di donne, sembrerebbe superfluo se non inutile, giacché la donna, per sua fisiologia e psicologia, è portatrice sana del germe di pace, di fecondità, d'armonia, di estetica ed etica femminile.
Tuttavia, siamo chiamate ad esporre la nostra opinione e questo solo perché in questo mondo, esiste il fenomeno guerra, che da millenni mortifica l'umanità. La strategia del male globale,
è un fenomeno storicamente di matrice maschile, circoscritto tra pochi "potenti", che decidono per molti innocenti.
I "codici" della violenza globale, infatti, fermentano nei luoghi blindati del potere, nei Parlamenti, dove la volontà di una modesta minoranza si dilata per dilaniare quella d'intere popolazioni.
La guerra, dunque, presuppone una radice di "colpevolezza", la cui genesi non va, certo, accreditata al genere femminile.
E' da quest'analisi, che io ho voluto dare vita ad una nuova e singolare realtà politica, creando il Partito delle Donne, primo in Italia e primo anche in Europa, finalizzato all'equilibrio di genere nelle Istituzioni.
Le donne italiane, nel 2005, sono rappresentate al 9%, nel Parlamento italiano, contro il 91% degli uomini, e questo, dopo sessant'anni dal diritto al voto, con una popolazione femminile di 29 milioni, che supera il 50% del territorio nazionale.
Questo è il dato sconcertante, che ci vede al 72 posto nella classifica mondiale, dopo il Burchina Fasu.
E allora, per affermare la Democrazia e la pace globale, oggi in Italia, domani in Europa, ogni giorno di più, voglio convincermi per convincere, che non esiste una sola ragione per non ricorrere all'articolo 51 della Costituzione,
che legittima il 70% della leadership femminile nelle Istituzioni, liberando la donna dalla umiliante "concessione" di quote al 30% nelle liste elettorali, che soffoca il desiderio e l'esigenza di pace.
Dal 25 marzo 1957 al 29 ottobre 2004, abbiamo atteso mezzo secolo di storia europea, per assistere e subire, passivamente, alla legittimazione dell'"antidemocrazia globale".
In Campidoglio, a Roma, si è celebrato il trionfo misogino, l'apoteosi di genere maschile plurale: 22 uomini su 25 hanno posto il sigillo alla Costituzione Europea.
Il mio auspicio è che le donne italiane convergano in questa solidale rivendicazione civile e politica, e siano d'esempio per tutti i paesi europei, affinchè il diritto al "potere rosa" stabilisca il giusto equilibrio e reprima l'aggressività imperante.
Io ho iniziato, con abnegazione, questa marcia di libertà convinta che chiunque farà ombra sul nostro cammino, farà ombra su un futuro di pace.
Tutti sappiamo e tutti dovrebbero ricordare, che "dove passano le donne, non passano le armi"!
Voglio concludere con le sagge parole di un imparabile pacifista, Gandhi: "Se il futuro del mondo è la non violenza, il futuro è della donna!".
Adriana Padovano Spano